Storia e Cronologia dei Piani (History and Chronology of the Planes)

Storia e Cronologia dei Piani (History and Chronology of the Planes)

Introduzione

La storia è vera testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità.1

Oltre ad essere infinitamente vasti, i Piani della Grande Ruota sono anche incredibilmente antichi, tanto che solo un vero sballato potrebbe pensare di ricordare ogni evento mai avvenuto nel Multiverso. (Certo, a meno che, ovviamente, non si tratti di un aboleth: quelle dannate creature possiedono la capacità innata di ricordare tutto ciò che il passato abbia riservato loro; e non è un caso che molti umanoidi siano impazziti solo toccando la mente di un aboleth).

Date queste premesse, molti rossi tendono a vivere soprattutto nel momento presente, ricorrendo al passato solo quel tanto che basta a trarne insegnamenti utili nell'immediato. Eppure, qualunque tagliaccio abbastanza callido sa bene che sui Piani la conoscenza è potere; e dato che, nella Grande Ruota si contano moltissime entità e razze immortali, è assolutamente possibile che avvenimenti di molto tempo fa possano ripercuotersi in modo decisamente significativo sul presente e sul futuro. Non mi credi, babbo? Allora prova a lasciare il ghigno in aria a una lich come Vlaakith CLVII dei githyanki, o anche solo a non elargire la giusta offerta a un potere di Arborea come quello sgoggazzo di Dioniso. Potrai sfuggire alla loro collera per un po', magari anche per molti anni se sei un cavaliere del giro ben collegato; ma loro non dimenticheranno e soprattutto non moriranno di vecchiaia; così, arriverà il giorno il cui tu o i tuoi figli, nipoti o discendenti finirete ai guerci e dovrete pagare la musica fino all'ultimo verde.

D'altra parte, il passato può anche rivelare meraviglie sorprendenti e segreti nascosti, come sanno bene molti fattucchieri che si sono votati ad antichi patroni; e quanti maghi vanno a caccia delle conoscenze magiche detenute da alcuni loro illustri predecessori? Ho tre esempi davvero eclatanti da raccontarti, ramingo.
Il primo è piuttosto noto a ogni dritto: non molto tempo fa, l'entità nota come Tenebrous scoprì, fra le sabbie di Pelion, l'Ultima Parola, un mezzo magico talmente potente da poter uccidere persino gli dei; il modo devastante in cui fece uso di tale conoscenza è ormai storia nota.
Il secondo esempio di questo tipo riguarda invece il mago Karsus di Toril, un mortale che riuscì ad appropriarsi — sia pur solo per un breve istante — del potere di Mystryl, l'allora dea della magia di quel mondo. Anche in questo caso, il tutto finì in un disastro, ma il punto che voglio sottolineare è che quel ciordo era riuscito a fare qualcosa di quasi impossibile, perciò studiare il suo esempio — anche solo per tenersene saggiamente alla larga — è molto utile.
Come dici? Il terzo esempio? Non te ne parlerò esplicitamente, socio, altrimenti potrei attirare l'attenzione di Sua Serenità e trovarmi registrato al Mortuario in men che non si dica; ma sono certo che, con le giuste ricerche, potrai arrivare anche tu a sondare quel che si batte sul mago Shekelor e sulla sua brutta fine. Mi sembri un tipo sveglio, sgherro, perciò credo di aver acceso la tua curiosità: era quello che volevo, anche se spero tu non abbia intenzione di emulare il tentativo di quella povera zolla. Nel più che improbabile caso in cui tu riesca dove lui ha fallito, comunque, è chiaro che non ti dimenticherai del sottoscritto, eh, spaccaossa?

La storia è madre della verità, emula del tempo, depositaria delle azioni, testimone del passato, esempio e annuncio del presente, avvertimento per il futuro.2

Mi rendo conto di averti dato tre esempi negativi, tagliaccio, ma essi sono stati tali soltanto nell'immediato: proprio tramite la storia, noi posteri possiamo imparare dagli errori del passato e dirigerci verso strade più sicure ma magari non meno interessanti o audaci (ed è proprio questo il bello).

Io ora ti ho parlato essenzialmente di maghi perché anch'io svolgo questa professione, ma lo studio della storia non è utile soltanto a noi lanciamagie: chiunque può imparare molte lezioni dal passato, se saprà farne tesoro. Lo studio della storia ci insegna le origini delle società e delle culture, ci porta a conoscenza delle nostre radici, ci avvicina a un mondo lontano, ma in qualche modo familiare, con il quale condividiamo l’eredità. La storia può ispirarci ad essere migliori, può renderci più umili, più consapevoli. Conoscendo la storia di un popolo o di una comunità possiamo emozionarci e prendere esempio. Oppure fare esattamente l’opposto.

In fondo, "da dove veniamo?" è forse il quesito che suscita maggior curiosità nella mente dei vegliardi più studiosi e dei tagliacci più callidi. Si tratta della domanda delle domande, non c’è dubbio, perché può condurci a scoprire chi siamo. Lo dico per esperienza: in quanto membro dei Divini, ho trascorso molto tempo cercando di ricordare le mie vite precedenti per poter apprendere di più su ciò che sono. Anche se ora quella Fazione non esiste più in quanto tale, io, nel mio piccolo, continuo a cercare nel mio passato perché so quanto questa corsa possa essere utile e sorprendente.

— Cromatico, mago di Sigil

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